Il 22 maggio Cristiano De André sarà protagonista al Teatro Team con “De André canta De André Best Of Tour 2026”, il progetto live che negli ultimi anni ha riportato nei teatri italiani il repertorio di suo padre Fabrizio. Sul palco, Cristiano ripercorrerà alcune delle canzoni più amate di Fabrizio, reinterpretandole attraverso nuovi arrangiamenti e una sensibilità maturata in anni di carriera. Alla vigilia della tappa barese, il musicista racconta il legame con quelle canzoni, il rapporto con il padre e il peso di un’eredità artistica unica nel panorama musicale italiano.
Cosa si prova nel portare sul palco questi brani sapendo che sono le canzoni di suo padre e, allo stesso tempo, un patrimonio della musica italiana?
«È un onore ed è anche un piacere. Lo è come figlio, ma anche come spettatore di quello che mio padre ha scritto e lasciato come patrimonio culturale e umano. Le sue canzoni hanno ancora oggi una forza incredibile proprio perché parlano dell’essere umano, delle sue debolezze, delle sue contraddizioni, degli ultimi, della libertà».
Lei ha avuto anche il privilegio di vedere nascere molte di quelle canzoni.
«Alcuni di quei brani li ho visti scrivere praticamente in diretta. Poi, nel tempo, ci ho messo anche le mani: li ho riarrangiati, ho cercato di dare loro un vestito nuovo. Questo mi ha portato a sentirli molto vicini a me. Oggi non li vivo soltanto come interprete, ma anche come musicista che li ha attraversati, studiati, trasformati nel rispetto della loro anima. È una sensazione di continuità, quasi un passaggio di testimone».
Lei non è soltanto il figlio di Fabrizio De André, ma anche uno dei suoi musicisti. Com’è stato lavorare con lui?
«Quando mi chiese di prendere il posto di Mauro Pagani fu un momento molto importante per me. Lo vissi come un grande onore e una grande soddisfazione personale. Era un cerchio che si chiudeva. Mio padre aveva deciso di affidarsi a me e questa fiducia è stata la cosa più importante. Poi il lavoro che ho svolto è stato apprezzato sia da lui sia dal pubblico e quindi è stata una soddisfazione reciproca».
Di seguito l’intervista completa a Cristiano De André, pubblicata sul Corriere del Mezzogiorno il 20 maggio 2026

