«Anche nel campo scientifico le donne devono resistere»

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«Non mollare» non è soltanto un’esortazione. Per Ilaria Capua è quasi un metodo: riconoscere il proprio talento, coltivarlo, difenderlo quando incontra ostacoli e discriminazioni. Domenica 20 settembre la virologa e scienziata sarà a Trani, in piazza Quercia, per la XXV edizione de I Dialoghi di Trani. Alle 18, conversando con Gaetano Prisciantelli, parlerà di talento femminile, resistenza e disuguaglianze nel lavoro e nella ricerca. Temi al centro anche del suo ultimo libro, che parte da una convinzione: un Paese che non sa valorizzare le proprie competenze finisce inevitabilmente per impoverirsi.

Professoressa, il suo “Non mollate” sembra rivolgersi soprattutto alle donne. È così?

«È rivolto innanzitutto alle persone di talento. Credo che ciascuno di noi abbia uno o più talenti che lo caratterizzano e il libro vuole incoraggiare chi, nel proprio percorso, incontra delle difficoltà. L’Italia non può permettersi di sprecare talento: ha bisogno di crescere, di diventare più competitiva, e il talento è uno degli strumenti principali per farlo perché produce idee, apre nuovi orizzonti. Certamente il libro guarda in modo particolare alle donne, perché continuano a fare molta più fatica degli uomini ad affermarsi nel mondo del lavoro».

Il punto, quindi, non è soltanto riconoscere il talento ma evitare che venga disperso. «Esattamente. Se facciamo studiare le nostre ragazze, le spingiamo a impegnarsi, a formarsi, a sostenere esami, e poi alla fine quelle stesse ragazze si ritrovano in lavori che non corrispondono alla preparazione acquisita e alle loro aspirazioni, abbiamo fallito tutti. Ha fallito l’università, hanno fallito le famiglie e soprattutto è stata tradita la persona che aveva immaginato per sé una vita diversa».

Giuseppe Di Bisceglie

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