Ho imparato a raccontare le cose prima ancora di imparare a chiamarle notizie.
Forse è per questo che, ancora oggi, quando mi trovo davanti a una storia, la prima domanda che mi faccio non è quanto sia grande, ma quanto abbia da dire.
Sono pugliese e faccio il giornalista. Ho cominciato molto presto, collaborando con un portale di informazione locale. Prima dei trent’anni ho assunto la direzione de Lo Stradone, storico mensile fondato nel 1979, e ho fondato il suo primo portale web. Da lì è cominciato un percorso che mi ha portato dalla carta al web, dalla cronaca alla televisione, fino alla direzione di VivaNetwork, circuito di informazione online composto da 18 portali dedicati ad altrettanti comuni pugliesi.
Ho imparato il mestiere soprattutto sul campo: nelle redazioni, davanti a una notizia che arriva all’improvviso, al telefono con una fonte, in una sala consiliare, davanti a una telecamera, ma anche ascoltando qualcuno che ha una storia da raccontare e ancora non sa quanto quella storia possa essere importante.
Oggi collaboro con il glorioso Corriere della Sera, e in particolare con il Corriere del Mezzogiorno, testate per le quali scrivo di cronaca, politica, attualità e cultura.
Continuo a lavorare anche nella televisione, realizzando servizi, inchieste, interviste e approfondimenti. Attualmente lavoro con LiveNetwork.it e conduco Metropolis, trasmissione televisiva di StarTv.
Nel corso degli anni mi sono occupato anche di comunicazione politica e uffici stampa, coordinando gruppi di lavoro e mettendo insieme professionalità diverse. È una parte del mio lavoro che considero complementare al giornalismo: conoscere come nasce una notizia aiuta anche a capire come una notizia viene costruita, raccontata e percepita.
Mi piace lavorare con fotografi, operatori di ripresa e videomaker. Il loro sguardo completa il mio: loro cercano l’immagine, io cerco le parole. E spesso la storia nasce proprio nel punto in cui le due cose si incontrano.
Mi interessano particolarmente le storie che rischiano di passare inosservate: quelle degli imprenditori, delle piccole e medie aziende, delle persone che ogni giorno costruiscono qualcosa senza necessariamente finire sulle prime pagine. Raccontare un territorio significa anche questo: accorgersi di ciò che normalmente non fa rumore.
Forse è proprio qui che si incontrano le diverse parti del mio percorso. Prima del giornalismo ci sono stati la musica e gli studi umanistici: ho studiato al Conservatorio di Musica di Bari, conseguendo il Diploma in Pianoforte Principale, titolo accademico equipollente alla Laurea Magistrale in Musica, e ho frequentato l’Università degli Studi di Bari, nel corso di laurea in Lettere antiche.
La musica mi ha insegnato ad ascoltare, a cercare l’equilibrio e a riconoscere l’importanza di ogni singola nota dentro un insieme. Le discipline umanistiche mi hanno insegnato a interrogare le parole, le persone e il tempo. Il giornalismo mi ha portato tutto questo dentro la realtà, in cui ogni giorno bisogna scegliere cosa ascoltare, cosa osservare e soprattutto quale storia merita di essere raccontata.
È probabilmente questo il filo che tiene insieme tutto: la convinzione che, dietro ogni fatto, ci sia qualcosa che vale la pena di comprendere prima ancora che di raccontare.
Per ulteriori informazioni sulla mia attività potete scrivermi all’indirizzo info@giuseppedibisceglie.it
