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In ginocchio

Basterebbe soltanto questo scatto del fotografo Guerriero a raccontare la situazione surreale che sta vivendo Minervino Murge, piccolo paese a ridosso di Castel del Monte, una bomboniera da guardarsi in lontananza.

Un centro di appena ottomila abitanti che oggi si ritrova a dover convivere con la paura del contagio da coronavirus. Nella residenza socio sanitaria del paese, in cui trovano ospitalità molti anziani del comune, è scoppiato il focolaio: 46 casi accertati di positività tra ospiti, operatori e religiosi presenti in struttura. Ma soprattutto tre decessi, gravi perdite per una comunità compatta, nella quale si conoscono tutti. I nonni della rssa sono i nonni della città: ogni fiamma che si spegne è il calare del buio per tutta Minervino.

La sensibilità del fotografo è riuscita a cogliere l’emblema dello stato d’animo di una intera cittadina: la sindaca, sola, che si inginocchia e china il capo al passaggio del crocifisso in una piazza deserta. È il segno di una intera comunità che, smarrita, non può far altro che affidarsi ad un intervento supremo, perché inerme, ferita, scioccata.

Una immagine da brividi, scattata nella mattina del venerdì santo, appena pochi giorni dopo lo scoppio dell’epidemia in città.

E pensare che, in un mio articolo pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno il 5 aprile, riportavo Minervino tra le città che erano riuscite a resistere all’ingresso del virus. Quella sera, invece, la realtà si è completamente capovolta.

A Minervino, quel paese che seppe resistere alla guerra, che scelse di diventare fortezza dichiarando “guerra all’Italia”, oggi il sentimento che prevale è la paura. Paura del contagio e paura di perdere i propri cari.

 

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Giuseppe Di Bisceglie

Sono un giornalista pugliese che non ha mai finito di fare la “gavetta”. Da dieci anni racconto la mia terra attraverso lo scritto e le immagini in cui credo fortemente.

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