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Chi ha fermato la musica?

Rimpiango un po’ i tempi in cui gli italiani rispondevano alla serrata cantando dai balconi. Sembrano passati mesi da quando l’inno d’Italia risuonava in ogni parte dello stivale, ad infondere coraggio e speranza, a dirci che andrà tutto bene. E invece è passata soltanto qualche manciata di giorni. Chi ha spento la musica? Non di certo chi ci diceva di tacere, perché il bollettino dei morti giorno dopo giorno diventava più lungo.

La musica l’ha spenta la consapevolezza che i giorni passano e la luce è ancora lontana. Ora dai balconi non si canta più. E non perché non abbiamo più bisogno di farci coraggio. Anzi, forse ora ne abbiamo ancor più di prima. La musica si è spenta perché le lancette degli orologi e le pagine dei calendari si muovono con una lentezza alla quale non potevamo abituarci. Proprio ora che abbiamo bisogno di sentirci dire che andrà tutto bene nessuno ce lo dice più.

E siamo arrivati a fine mese. Per molti la paga non è arrivata ma le bollette sì. Si fa fatica a garantirsi un pasto, a pagare le rate dell’ultimo macchinario comprato per adeguare la produzione, per non dover chiudere la serranda. Ora, però, le serrande sono chiuse. E si muove la macchina della solidarietà. In questo gli italiani sono bravissimi: quando c’è una emergenza chi può si da fare. Lo hanno sempre fatto e non si stanno tirando indietro neanche adesso che la coperta è corta per tutti.

La sinfonia della solidarietà è dolce a sentirsi, riempie i cuori, scalda gli animi. Abbiamo bisogno di un sottofondo costante, che duri più a lungo di quella musica cantata a squarciagola dai balconi. Questo “fortissimo” di speranza e solidarietà è un ripeterci, dopo giorni di silenzio, che “andrà tutto bene”. Diciamocelo ancora, diciamocelo sempre. Non lasciamo che anche la musica della solidarietà, dopo il rimbombo di qualche giorno, si spenga d’un tratto. E magari si spenga quando più ne abbiamo bisogno.

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Giuseppe Di Bisceglie

Sono un giornalista pugliese che non ha mai finito di fare la “gavetta”. Da dieci anni racconto la mia terra attraverso lo scritto e le immagini in cui credo fortemente.

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