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«Questo voto è per voi»

Ci sono due immagini che accompagneranno a lungo il mio ricordo della consultazione referendaria alla quale la maggior parte degli italiani e dei coratini ha preferito non partecipare.  La prima è quella di Nizar, un giovane che da poco ha ottenuto la cittadinanza italiana e che per la prima volta, da cittadino italiano, ha esercitato il voto. Egli ha adempiuto al suo diritto/dovere di cittadino italiano di esprimersi su una legge dello Stato Italiano, terra nella quale ha scelto di costruire il suo futuro. Una scelta che lo riguarda, che lo lega all’Italia; un appuntamento che non ha voluto perdere, perché essere italiani significa innanzitutto prendersi cura dell’Italia, come si farebbe con la propria casa. E Nizar questo lo sa.

La seconda è quella di un anziano coratino. Classe 1920. 96 anni. Le gambe non sono più quelle di un tempo, ma la mente è lucida, il senso di appartenenza ad una comunità non è tramontato. L’esigenza di apporre quella croce, di sentire tra le mani la scheda elettorale fresca di timbro, supera ogni ostacolo e una carrozzina diviene quel mezzo che lo accompagna a svolgere “il dovere”, così come gli anziani amano definirlo. Quegli anziani consapevoli di quanto sia costato conquistare il diritto a dire la propria, a scegliere per il proprio futuro e per quello delle generazioni a venire. Ricordo ancora quella simpatica anziana elettrice che, andando a votare, disse al presidente del suo seggio: «Questo voto è per voi». E sono certo che questo pensiero sia stato condiviso dal nostro concittadino 96enne. Gli auguriamo di vivere a lungo e di poter manifestare ancora il suo essere cittadino, affinché la sua determinazione, il suo non rassegnarsi di fronte agli ostacoli del tempo che passa, possano essere da esempio per quanti ancora non hanno capito l’importanza di un voto.

Ben oltre la metà degli italiani, dei coratini, hanno ritenuto di non dover esprimere nessun voto. Hanno ritenuto che la chiamata alle urne non dovesse essere ascoltata. Alcuni lo hanno fatto consapevolmente, considerando la propria diserzione alla stregua di un voto; molti altri però, come ormai avviene da troppo tempo, si sono lavati le mani, evitando il fastidio di doversi recare al seggio elettorale. Quasi che il voto sia roba d’altri, competenza d’altri. E non sorprende neanche tanto che i Ponzio Pilato del 2016 siano soprattutto i giovani, coloro che non hanno dovuto conquistarsi la democrazia, i diritti.

L’analisi del voto della Basilicata e delle Isole Tremiti, così come del Trentino e dell’Umbria, è paradigmatica di come gli italiani non siano un popolo unito, coeso; non sentano l’Italia, da Aosta a Trapani una e una sola. Se la maggioranza dei cittadini della Basilicata e delle Tremiti, terre che sentono molto più da vicino il “problema” trivelle, hanno risposto alla chiamata, gli elettori di Bolzano hanno ritenuto che l’Adriatico – che dista dal Trentino almeno 400 chilometri – non fosse materia di cui occuparsi. Non c’è tuttavia bisogno di spostarsi così lontano dall’Adriatico: basti pensare che persino i cittadini delle città costiere dell’Adriatico hanno ritenuto superfluo esprimersi.

Non nascondo di aver sentito la mancanza della valanga di manifesti, alcuni dei quali anche abusivi, delle campagne elettorali per amministrative e regionali. Quando si vota per una “faccia” alcuni corrono persino il rischio di prendersi qualche denuncia; i tabelloni pubblicitari trasbordano di slogan ed indicazioni di voto; quando si vota per una idea, per un indirizzo, quando non ci sono poltrone da assegnare quasi mai c’è competizione. Eppure i manifesti, questa volta, non sarebbero costati nulla.

Nel referendum dei pochi ha perso la partecipazione, la cittadinanza attiva. Hanno vinto, invece, tutte quelle persone che si sono spese per sostenere una idea, fosse per il Sì, per il No o per l’astensione. Hanno vinto tutti coloro che hanno elaborato un proprio pensiero sull’argomento; che non hanno ceduto alla pigrizia e al disinteresse; che hanno avvertito l’esigenza di essere cittadini. Nizar ha vinto, l’anziano elettore ha vinto. Ritorniamo ora alla “normalità”, consapevoli di dover ascoltare il ronzìo di lamentele da cui gli italiani non si astengono mai.

Pubblicato su www.lostradone.it 

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Giuseppe Di Bisceglie

Sono un giornalista pugliese che non ha mai finito di fare la “gavetta”. Da dieci anni racconto la mia terra attraverso lo scritto e le immagini in cui credo fortemente.

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