Ad maiora, Lo Stradone

Carissimi amici,

racchiudere in poche bat­tute il bilancio di un intero anno è cosa molto complessa.  Ancor più difficile è ricostruire una bella storia durata sei anni, colma di emozioni, pregna di vita, di battaglie, di successi e di sconfitte, di denunce e di servizio a favore dell’intera comunità cittadina. È la mia storia, quella di un giovane giornalista che ha accettato la sfida di raccontare una città complessa come Corato attraverso le pagine del più prestigioso giornale cittadino, cercando di essere de­gno interprete dell’autorevolezza e dell’importanza del marchio e della storia che esso rappresenta.

Una storia che oggi scrive il suo ultimo capitolo e che affida il suo seguito ai validi professionisti che compongono la redazione de Lo Stradone, prima fra tutti la collega Marina Labartino, cui conse­gno il testimone di questa staffetta. Saranno i lettori a decidere se sia stato all’altezza del gravoso e delicato compito affidatomi. Da parte mia c’è solo la consapevolezza di aver profuso il massimo impegno in questa sfida estremamente complessa e nel prosegui­re ostinato in un percorso intriso di ostacoli, primo fra tutti la profonda crisi dell’editoria e la tangibile reticenza dei coratini ad abbattere muri di omertà e di disinteresse verso la cosa pubblica.

Non avevo ancora 30 anni quando gli editori de Lo Stradone vollero affidarmi la direzione dello storico giornale cittadino.

Sono arrivato qui nel febbraio del 2011, in un periodo di grande difficoltà per il giornale, carico di determinazione e voglia di fare, con la sana incoscienza di un giovane che vuole mettersi alla prova, consapevole della portata della sfida e del ruolo di grande prestigio che andava a ricoprire. Ero cosciente di essere l’ultimo arrivato e che avrei faticato tanto per riuscire a trasmettere le mie idee, la mia concezione di giornalismo e l’esigenza di innovazione.

Nel giro di pochissimi mesi, grazie all’infaticabile contributo di Rosalba Cavuoto e di Salvatore Tempesta, Lo Stradone è riuscito a raggiungere un traguardo fallito per ben due volte in passato: la realizzazione di un portale web di notizie in tempo reale. Un pas­saggio epocale, non solo per il giornale, ma per l’intera città che vedeva finalmente ristabilito il pluralismo nell’informazione real time dopo quasi un decennio di assoluto monopolio. Pian piano siamo riusciti a (ri)conquistare la fiducia dei lettori, distinguen­doci per la serietà di approccio alla notizia, per la tempestività e completezza dei nostri contributi, per le importanti innovazioni recate all’informazione cittadina. Abbiamo collegato il nostro portale ai più importanti social network, azione che ci ha consen­tito di raggiungere circa 5 milioni di persone in tutto il mondo.

Sono orgoglioso di aver onorato in questi anni la mia professione ed oltremodo contento di aver potuto operare in maniera libera. E il mio orgoglio più grande; è ciò che mi rende fiero di aver potuto scrivere per Lo Stradone.
L’informazione libera, al giorno d’oggi, è una rarità e Lo Stradone deve continuare a conservare questa caratteristica che lo ha reso e continuerà a renderlo unico nel panorama cittadino e non solo.

In questi anni ho cercato di intessere relazioni con le realtà associative, con i partiti politici, con i rappresentanti istituzionali, con le forze dell’ordine, con le scuole e con i tanti comuni cittadini che spesso si sono rivolti a noi per ricevere ascolto, perché la loro voce potesse giungere all’attenzione dei giusti destinatari.

Grande motivo di soddisfazione, per me, è stato l’avvio dei progetti di alternanza scuola – lavoro con gli istituti superiori della città che hanno prodotto un altro storico ed importante risultato per il giornale: la digitalizzazione (quasi) completa dell’archivio storico de Lo Stradone. Un grande patrimonio che, sono certo, sarà consegnato al più presto alla città e che oggi rappresenta un autentico tesoro di conoscenza e storia.

Non posso trascurare, inoltre, di ricordare le numerose innovazioni apportate al nostro sistema di informazione
che ci hanno consentito di portare il Carnevale Coratino nelle case dei nostri concittadini sparsi in tutto il mondo grazie alla diretta streaming. Una tecnologia che per primi abbiamo utilizzato in città; un servizio particolarmente
apprezzato in occasione della celebrazione del congresso internazionale su Luisa Piccarreta.

Siamo stati, inoltre, i primi ad aver trasmesso in diretta una seduta del Consiglio Comunale: evento che non accadeva dagli anni ‘80 quando in città operavano le libere emittenti televisive.

In questi anni abbiamo scritto la storia della città in piena onestà intellettuale, senza avere timori né riverenze di sorta. Abbiamo sollevato importanti problematiche cittadine ed abbiamo resistito anche ad intimidazioni dirette ed indirette, tentativi di delegitti­mazione ed isolamento operati anche attraverso l’estromissione quasi totale dalle campagne di comunicazione degli enti pubblici.

La nostra libertà non ha avuto alcun prezzo. Rivendico in ma­niera particolare l’importanza di due inchieste da me prodotte: quelle relative alle discariche di Belloluogo e di Maccarone sulle quali è intervenuta anche la stampa nazionale e in merito alle quali ci sono state ben tre interrogazioni parlamentari e due in consiglio regionale che citano proprio gli articoli apparsi sul nostro giornale. Non si contano, invece, tutte le interrogazioni e gli interventi in Consiglio Comunale ispirati proprio a quanto da noi scritto.

Ed è stato bello veder riconosciuto il nostro impegno anche dall’Ordine dei Giornalisti di Puglia e da tanti colleghi dell’informazione locale e regionale in occasione della celebrazio­ne del 35esimo anniversario della nostra testata. Mi permetterete di riservare un pensiero particolare ai tanti collaboratori che, in questi anni, si sono avvicendati nella nostra “palestra” di forma­zione e a chi, sotto la mia guida, ha conseguito l’abilitazione alla professione giornalistica.

La mia esperienza a Lo Stradone è stata unica, mi ha insegnato tanto; ha modellato il mio carattere e ha formato la mia professionalità che oggi metto al servizio di un nuovo progetto editoriale di respiro più ampio.

Presto assumerò la direzione del nuovo portale cittadino CoratoViva.it, ultimo nato nella famiglia del VivaNetwork, rete che ha ormai assunto la leadership nell’informazione in tempo reale in una ventina di comuni tra Puglia e Basilicata. Un onore per me entrare in questa grande famiglia; una grande gratificazione l’aver catturato l’interesse degli editori che hanno riposto in me la fiducia per avviare questo nuovo, grande ed ambizioso progetto editoriale che supera i confini locali e garantisce informazione seria e di qualità.

Se avrete il piacere, potrete continuare a seguirmi sulle pagine di CoratoViva.it, la mia nuova casa, sempre pronta ad ospitare la voce dei cittadini.

Nessun cambiamento per quanto riguarda il mio modo di intendere l’informazione ed il giornalismo. Sono certo di poter operare in piena autonomia e libertà, onorando l’interesse di coloro che mi seguono. Diversamente non avrei accettato di intraprendere una nuova sfida, seppur di respiro più ampio.

Cari lettori, vi saluto ringraziandovi per avermi dato fiducia seguendo Lo Stradone; per aver seguito con interesse le nostre ricerche e i nostri articoli; per aver visto nel giornale da me diretto un baluardo a difesa della libera informazione, della cultura e della memoria.

Lo Stradone ha bisogno del vostro sostegno, della vostra attenzio­ne, della vostra fiducia, ogni giorno di più. E Corato, oggi, ha ancora più bisogno de Lo Stradone per la sua crescita culturale, sociale, civica.

Ad maiora, Lo Stradone.

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Author: Giuseppe Di Bisceglie

Sono un giornalista pugliese che non ha mai finito di fare la “gavetta”. Da dieci anni racconto la mia terra attraverso lo scritto e le immagini in cui credo fortemente.

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